- Loretta Arzilli

Loretta Arzilli

Architetta dell’ambiente sostenibile e della sostenibilità nell’ambiente degli architetti, da sempre mi occupo di programmare come un’opera, un’idea possa essere inserita in un contesto reale e di come i non addetti ai lavori possano sentirla propria.

Ho progettato la riconnessione dei tratturi lungo la tangenziale di Foggia, ho protetto recinti in pietrame a secco lungo la Otranto-Maglie, ho progettato aree verdi per sostenere attività private che avrebbero sostenuto i parchi romani e ci ho creduto. (Studio di Valutazione di Impatto Ambientale del Progetto preliminare e definitivo dell’ampliamento del tracciato della Tangenziale di Foggia e della Variante SS16 di Foggia e Progetto di cinque Parchi attrezzati per lo sport ed il tempo libero del Comune di Roma per il Bando di Concorso Punti Verdi Qualità, Prima classificata nel Parco di Villa Veschi a Via Baldo degli Ubaldi a Roma).

Ho analizzato con passione centinaia di spazi perché potessero essere riqualificati o semplicemente perché trovassero la loro vocazione sportiva o ricreativa. (Presentazione della Candidatura di Roma ai Giochi Olimpici del 2004 al C.I.O e Indagine sull’Impiantistica Sportiva pubblica e privata nel Comune di Roma).

Sono stata in studi grandi e molto tradizionali, piccoli e molto anticonformisti, ho disegnato su vecchi tavoli su cavalletti e ho cavalcato l’onda del Cad, sono sempre alla ricerca del progetto giusto e del luogo giusto, ma credo che questo coworking sia quello che aspettavo!

 
 - Renzo Bernardini_giusta

Renzo Bernardini

Prima che architetto sono un progettista che fa l’architetto.
Amo le produzioni artigianali e quando posso mi costruisco da solo i miei prototipi.
Il progetto per me è tutto e racchiude pensiero, strumento, soluzione, misura, creazione, estetica, funzione.
Indispensabile a tutti i livelli, propedeutico a qualsiasi azione, il progetto aiuta a controllare il caso o a utilizzarlo in modo intenzionale.
Per me il progetto è un processo multifattoriale; può nascere per risolvere un problema o per crearne di nuovi e come la vita, è sempre esperibile.

 

 
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Emanuela Bonella

Architetta di scena, o architetta scenografa, mi piace “fare con le mani” oltre che disegnare, ormai solo al computer purtroppo. Progettare è per me un lavoro un po’ artigiano, fatto di materie oltre che di segni, di sudore oltre che di grazia. Il teatro e la musica accompagnano la mia vita da sempre, insieme allo sport. Strano dunque che passi così tanto tempo davanti a uno schermo, seduta su una sedia!

 

 
 - Emiliano Borello

Emiliano Borello

Da grande farò, farò, farò… l’architetto! …No, però la trasformazione delle città, il loro essere spazio di socialità e cultura, i tratti e l’evoluzione della civiltà urbana in cui siamo immersi sono rimasti al centro dei miei interessi. Intanto ho completato gli studi in management culturale, ora seguo un master in economia dello sviluppo. Poi, da grande, farò, farò, farò…

 

 
 - GALESNE

Nathalie Galesne

Co-fondatrice e redattrice capo di Babelmed, magazine online dedicato alle espressioni culturali contemporanee nel Mediterraneo, è docente di Lingua e cultura francese all’Università di Siena-Arezzo e autrice di numerose pubblicazioni e ricerche. Ha coordinato progetti culturali fondati sul dialogo inter-culturale, la valorizzazione della produzione audiovisiva, puntando sul networking tra i media innovativi nel Mediterraneo.

 
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Cristiana Scoppa

Ho avuto tre vite professionali, durate tutte un decennio, anno più anno meno. Ho mosso i primi passi nel mondo del lavoro ad Archaeology Travel Service, che poi era il tour operator creato da mio padre. Che era innovazione pura nel mondo del turismo l’ho capito trent’anni dopo… Sono poi entrata nella redazione di Noidonne, diventando giornalista professionista, ma soprattutto imparando a guardare il mondo secondo una prospettiva di genere. Perché il mondo è abitato da uomini e donne, e non è lo stesso mondo per gli uni e le altre. Poi è arrivata la cooperazione allo sviluppo, neanche a dirlo in una Ong “femminista”, AIDOS. Nel frattempo bazarweb.info, magazine culturale innovativo e avventura di amicizia e di impresa con Eugenia Romanelli. Con Cowall si apre la mia quarta vita professionale. Da precaria professionista, in cui rimescolare le arti apprese e messe da parte.

 
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Antonio Venti

Ho compiuto 18 anni nel 1968 in una città tra Roma e Firenze, che perciò non è né Roma né Firenze. Ho iniziato il percorso nel mondo delle immagini in movimento nei successivi anni ’70, perché tutti volevano fare l’audio, ma siccome non c’era mai posto mi sono dovuto accontentare. Successivamente il video è diventato il mio lavoro e ho realizzato un centinaio, forse più, di documentari per industrie, università e altri, di cui resta poca documentazione. Tracce di questi lavori affiorano nel rimontaggio di tutti questi video, che ho rieditato secondo principi e procedure deterministiche di riaggregazione delle immagini. Alcuni di questi sono stati presentati pubblicamente, altri occupano spazio in appositi scaffali.

Superato il 2000, insieme a un musicista e un fotografo, creo il gruppo formazero che mette alla base del suo lavoro sia la forma che lo zero. Operazione intesa come riduzione e tendenza all’annullamento del proprio intervento estetico artistico. La pratica del gruppo è così efficace che dopo pochi anni il gruppo si scioglie e continuo la mia strada da solo. Il mio lavoro ora prende forma in sistemi di proiezioni di grandi e grandissime dimensioni, ma anche piccole.

Abito a Roma in via Merulana e i più spiritosi mi chiedono: ma Ingravallo lo incontri mai? E io rispondo: no, quasi mai.